CONCERTO IN SÉ MINORE

Scritto, diretto e interpretato da

Michele Bandini

Progetto Sonoro

Giampiero Stramaccia

Andrea Sartori

Live Electronics

Andrea Sartori

Struttura in legno

Mael Veisse

Produzione di

Zoe Aps Michele Bandini/Zoe

Realizzata con il contributo di

Regione dell’Umbria

Fondazione Cassa Di Risparmio Di Foligno

Video integrale:

Formato Radiodramma:

Un viaggio irreale, dal prenatale al post mortem.

Un cammino solitario, onirico, sospeso tra il sonno e la veglia. Un flusso di coscienza che ripercorre sentieri già battuti, paesaggi ammirati più volte. Frammenti di parole, immagini, suoni. Un’esistenza vissuta in cammino, alla ricerca della propria città natale, di volti conosciuti.

Una ricerca senza sosta che diventa eco di una parola che suona in se minore. Il progetto muove da una solitudine, da un’assenza. Il lavoro è il risultato di due anni di ricerca intorno all’immaginario radiodrammatico e letterario di Samuel Beckett mescolato al mio percorso di ricerca attoriale, da anni incentrato sul rapporto tra presenza attoriale, parola/voce, suono. E’ un lavoro acustico, sonoro e vocale, che gioca con apparizioni e sparizioni, ombre e luci, frastuono e silenzio. Il lavoro grazie all’interazione tra attore, sei microfoni e un musicista, sonda il potere evocativo della parola e del suono, creando una gabbia sonora in cui si articola la storia di un viaggio onirico senza sosta, fatto di smarrimenti e ripensamenti, di deviazioni e fughe, di slanci in avanti e passi indietro, di piccole conquiste e fallimenti. La forma è quella di un radiodramma teatrale, in cui si mescola: da un lato la dimensione visiva, scarna ma, puntuale e disegnata, di uno spazio scenico povero, giocato tra apparizioni e sparizioni, e tagliato dalla luce di due piattine con saliscendi che grazie alla libertà di movimento rimandano una ricchezza d’immagini, in cui agisce un corpo vibrante e reale che è quello dell’attore; e la dimensione sonora acustica, in cui microfoni, voce, e il lavoro realizzato in live electronics dal musicista creano un paesaggio sonoro visionario, in cui si evocano luoghi fisici, luoghi della memoria, spingendo verso un’amplificazione dello spazio scenico fino a renderlo luogo dell’ascolto e della visione. Il risultato è la realizzazione di un radiodramma dal vivo, un monologo visivo e acustico. Il percorso di ricerca sperimenta e approfondisce il rapporto tra l’attore, e quindi carnalità, energia, voce, e lo spazio sonoro inteso come luogo scenico di risonanza. due linguaggi decodificati, rielaborati e mescolati tramite l’uso del filtro microfonico digitale che permette l’amplificazione dello spazio e del corpo scenico, creando un’estensione delle possibilità di visione a partire dal rapporto tra stimolazione acustica e presenza attoriale.

Il testo racconta in prima persona la storia di un uomo, di un viaggio, di passi in avanti e indietro, di fughe e ripensamenti, di smarrimenti e meschinità. Il cammino come metafora dell’esistenza, in un flusso che si fa sentiero onirico, alla ricerca delle proprie origini, delle proprie strade e città, nel tentativo urgente di raggiungere qualcuno per risolvere una questione importante. Una parabola del detto e non detto, del fatto e dell’impossibilità di fare, del partire non si sa da dove per arrivare chissà dove.

Il Percorso di ricerca che ha portato alla realizzazione dello spettacolo si è articolato in due anni di studio teorico e pratico. Sono stati effettuati periodi di residenza creativa e di verifica con pubblico e addetti ai lavori presso: il Lavatoio di Santarcangelo, il Castello Pasquini di Castiglioncello, lo Studio 1 del Caos di Terni, il Teatro Subasio di Spello e lo spazio del Valtorto di Ravenna, ospitato dalle relative strutture e direzioni artistiche, che hanno seguito l’evoluzione del lavoro in tutte le sue fasi. Lo spettacolo nella sua forma definitiva ha debuttato in anteprima al Fringe Festival di Spoleto in luglio 2011, in prima nazionale all’Inequilibrio Festival di Armunia 2011 e poi al Collinarea Festival di Lari e al Terni Festival Fast di Terni (ex Es.Terni).

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Zoe-Theater im Forst è una compagnia dedicata alla ricerca sulla relazione voce–suono-senso attraverso un lavoro tra poesia, musica e vocalità. Un progetto di creazione scrittura e drammaturgia contemporanea che mette in dialogo e relazione teatro e musica, dall’elettronica all’improvvisazione jazz passando per la classica contemporanea. Theater Im Forst lavora per ricreare una connessione semplice immediata e comprensibile tra poesia e comunità, parola, musica e pubblico.

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